Gioco Crudele di John Saul




Raccapricciante, con un finale aperto e completamente privo di happy ending. 
Avevo già letto I Misteri di Blackstone anni fa, e mi era piaciuto molto, perciò dato che ero in cerca di una qualche storia horror (le calde notti estive mi fanno venire voglia di un po' di brividi) ho deciso di leggere qualcos'altro di Saul. 

Gioco Crudele mi ha angosciata, disgustata, e in generale tenuta incollata alle pagine, il che sicuramente è un gran punto a suo favore. Le mia perplessità maggiori riguardano la traduzione, che in certi momenti pare essere stata fatta con i piedi, e, in alcune parti, la verosimiglianza. Trovo infatti duro accettare che un padre possa picchiare quasi a morte la figlia e quasi stuprarla, e poi vabbè, la figlia diventa quasi catatonica (e ci sta), mentre il padre continua la sua vita nella comunità e in famiglia (e tutti sanno cos'è accaduto) senza problemi di sorta, così come trovo difficile che la moglie continui ad amarlo e cercarlo (e la moglie è normale, non uno di quei casi patologici di vittime). Così come trovo difficile accettare la reazione dei vari genitori dopo che i loro figli sono scomparsi. Cioè, una che ha già perduto il marito in un incidente, quando scompare la figlia non va tranquillamente a lavorare, dai... E mi perplime il fatto che, dopo che si sono accorti che Sarah sgattaiola fuori di nascosto, nessuno si preoccupi di fare una maggiore guardia. E poi: cos'è successo veramente alla prima bambina scomparsa e poi riapparsa? La faccenda rimane un mistero, e in un romanzo faccende come queste non dovrebbero rimanere un mistero... 
Comunque, piacevole lettura senza pretese per stomaci non troppo sensibili. 

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